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Chi riceve ...

-Pazienti sottoposti ad intervento chirurgico: nel corso di qualsiasi intervento può diventare necessario, a giudizio del medico anestesista e dei chirurghi, trasfondere al paziente globuli rossi concentrati e/o plasma e/o talvolta piastrine. Ci sono interventi più "a rischio" emorragico (per esempio in cardiochirurgia, in trapiantologia, nei grossi interventi addominali, in neurochirurgia); in previsione di un intervento di questo tipo si puconsigliare al paziente l'autodonazione, ossia il prelievo, da eseguirsi prima dell'operazione se le condizioni cliniche lo consentono, di una o più sacche del proprio sangue. Questo sangue viene somministrato al paziente stesso, in caso di necessità, durante o dopo l'intervento. La pratica dell'autodonazione è consigliabile quando sussistono le condizioni per eseguirla: possibilità di programmare l'intervento (quindi non nei casi d'urgenza), buone condizioni generali del paziente, valori di emoglobina superiori a 11 mg/dl; così il paziente ricevendo il proprio sangue consente di risparmiare quello proveniente dalle donazioni che viene quindi indirizzato verso altri riceventi.

-Pazienti affetti da neoplasie: la chemio e la radioterapia riducono significativamente in questi pazienti il numero di cellule nel sangue ossia globuli rossi, piastrine e globuli bianchi. Inoltre la malattia stessa determina spesso come effetto secondario la riduzione delle cellule ematiche. Di norma è necessario trasfondere soprattutto piastrine, anche per più giorni, dopo ogni ciclo terapeutico.

-Pazienti affetti da malattie del sangue: gli emofilici richiedono la somministrazione per tutta la vita di una o più proteine della coagulazione di cui sono carenti dalla nascita e che vengono prodotte dal plasma umano; i talassemici sono sottoposti a trasfusioni periodiche di sangue in guanto non sono in grado, per un difetto congenito, di produrre emoglobina normale.

-Immunodepressi: pazienti affetti da deficit congeniti o acquisiti delle difese immunitarie; è spesso necessario somministrare a queste persone immunoglobuline, cioè anticorpi ottenuti dalla lavorazione del plasma umano.

-Trapiantati di midollo osseo: le indicazioni al trapianto di midollo osseo sono molteplici; prima di eseguire il trapianto, in ogni caso, il paziente deve essere sottoposto a chemioterapia ad alte dosi e/o a radioterapia con conseguente azzeramento delle difese immunitarie e della produzione di globuli rossi e piastrine fino ad "attecchimento" del trapianto; questo avviene in media dopo 10-14 giorni; in questo intervallo di tempo il paziente necessita di quotidiane trasfusioni.

-Politraumatizzati: pazienti vittime di incidenti solitamente stradali o sul lavoro; necessitano quasi sempre di grandi quantità di sangue e spesso di plasma.

-Altre patologie: ai pazienti affetti da insufficienza epatica terminale e sindrome nefrosica resistente ai diuretici viene periodicamente somministrata albumina in quanto ne sono gravemente carenti; alte dosi di albumina vengono somministrate anche ai pazienti sottoposti a plasmaferesi terapeutica; tale procedura trova indicazione soprattutto in alcune patologie neurologiche (per es. sindrome di Guillain-Barrè) e autoimmuni (per es. crioglobulinemia). L'albumina è la proteina più abbondante nel plasma; ed è dal plasma dei donatori che viene prodotta.

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